Impara dalla meraviglia, coltiva lo stupore!

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E’ la raccomandazione che ci fa Papa Francesco. Qui il link https://www.avvenire.it/papa/pagine/udienza-del-20-settembre-2017.

Giusto giusto volevo scrivere due righe sulla capacità che ho di meravigliarmi e provare stupore quando vado a visitare una città, come se fosse la prima volta.

Ieri, mi sono dovuta recare a Siracusa. Non è la prima volta che mi recavo lì, ma per me è sempre una grande emozione girovagare per una città che non è la mia.

Non faccio altro che osservare la gente, i profumi e i colori. Mi mette allegria!

Tra l’altro la giornata era splendida: il centro di Ortigia era colmo di turisti.

Girando per le viuzze, avvertivo dentro di me una grande serenità.

Ho incontrato sul mio cammino persone cordiali! E’ stato veramente un toccasana per me.

Non finirò mai di meravigliarmi abbastanza per le bellezze architettoniche che offre la Sicilia per mano d’uomo e per le bellezze naturali per mano di madre natura.

Che dire? Ringrazio Dio per la grande opportunità che mi ha donato.

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Nuove abitudini

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Da qualche giorno ho cambiato le mie abitudini quotidiane.
Di solito, iniziavo la giornata con le Lodi mattutine e con la lettura del commento al Vangelo del giorno.
Generalmente, preferisco quello di don Luigi Maria Epicoco, ma a volte mi capita di leggerne di altri e svariati, ma così non faccio altro che riempire la mia testa di nozioni, senza far tesoro delle Parola del giorno per me.
Va bene “seguire” coloro che sanno spiegare Dio in maniera eccellente, ma per fare il salto di qualità occorre fare esperienza diretta.
Per questo, ho deciso di leggere il Vangelo del giorno direttamente dalla mia Bibbia in maniera tale che Dio parli direttamente al mio cuore.
E devo dire che non è male. E’ un ottimo esercizio per entrare sempre più in relazione con il Padre.
L’altro ieri la Parola mi invitava ad avere più fede per la mia completa guarigione, ieri mi ha consolata, mi ha dato forza, invitandomi a non piangere e oggi mi ha ricordato come spesso mi lamento piuttosto che ringraziare.
Questo mi dimostra che Dio è presente e mi parla continuamente, attraverso la Parola: è viva, è attuale anche nella mia esistenza.

Una strana malattia

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Meditazione di mons. Delpini, arcivescovo di Milano:

Si è diffusa dappertutto una strana malattia, che sembra pericolosa e contagiosa. Non si sa se abbia già un nome scientifico e una letteratura specialistica. Molti dicono che non c’è una vera e propria cura e che bisogna abituarsi a vivere malati. È una malattia che contagia senza dare dolore; capita persino che i malati non si considerino malati, ma anzi più sani e più fortunati degli altri. Per questo coloro che ne sono contagiati non vanno dal medico, non si preoccupano di farsi curare. Questa malattia – per dirla con un linguaggio semplice – si chiama la “malattia dei desideri piccoli”. Succede che aumentano gli anni, ma i desideri rimangono piccoli, come se crescesse una gamba e l’altra rimanesse piccola. Si leggono libri sempre più grossi, ma i desideri rimangono piccoli. Le macchine di cui disponiamo sono sempre più potenti, hanno una memoria sempre più grande, ma i desideri rimangono piccoli. I desideri piccoli talora convincono anche a grandi sforzi, a numerose fatiche, a sacrifici impegnativi, ma i desideri piccoli, con tutto lo sforzo che ci metti per realizzarli, finiscono sempre in una delusione. Per esempio, si potrebbe desiderare la felicità, ma chi è malato di desideri piccoli dice: “Beh, non esageriamo, la felicità è un po’ troppo: preferisco desiderare un po’ di tranquillità, un po’ di benessere, un po’ di salute!” sono desideri piccoli, ma non è che costino poco! Per esempio, si potrebbe desiderare l’amore, l’amore grande, l’amore per sempre, l’amore fedele e dedicato fino al sacrificio, ma chi è malato di desideri piccoli dice: “Beh, non esageriamo, l’amore per sempre è un po’ troppo: preferisco desiderare qualche innamoramento provvisorio, qualche stare insieme che dura finché dura, qualche slancio di generosità che finisca offrendo di quando in quando una pizza!” sono desideri piccoli, ma non è che procurino sofferenze piccole. Per esempio si potrebbe desiderare la vita, la vita eterna! Ma chi vive di desideri piccoli dice: “Beh non esageriamo, la vita eterna chi sa cos’è? Io preferisco desiderare una vita che duri a lungo, possibilmente senza fastidi e senza problemi; poi la vita finisce, punto e a capo, tutto qui!”. Sono desideri piccoli, ma quello che richiedono e i sacrifici che impongono sono grandi. […] Il Padre che sta nei cieli non vuole che i suoi figli siano malati, tanto meno della malattia dei desideri piccoli. […] i nostri desideri non devono essere piccoli come le nostre forze, le nostre risorse, gli stimoli diffusi: la misura giusta dei desideri è quella indicata dalla promessa di Dio. Le grandi promesse chiedono la risposta di grandi desideri. […] Alla fine di questa vita terrena, perciò, il Signore non ci chiederà se siamo tanti o pochi, se siamo giovani o vecchi, se siamo laureati e intelligenti o privi di titoli e di pensieri originali: ci chiederà se abbiamo custodito i grandi desideri e creduto alla sua promessa e se abbiamo dato da mangiare e da bere la speranza cristiana a chi ne ha fame e sete: avevo fame e mi avete dato da mangiare.

 

Passò la notte a pregare Dio

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Non possiamo trovare Dio nel chiasso, nell’agitazione… È nel silenzio che Dio ci ascolta; nel silenzio parla alle nostra anima. Nel silenzio ci dà il privilegio di ascoltare la Sua voce:

Silenzio degli occhi.

Silenzio delle orecchie.

Silenzio della bocca.

Silenzio dello spirito.

Silenzio del cuore.

Dio parlerà.

 

Il silenzio del cuore è necessario per ascoltare Dio dovunque – nella porta che si chiude, la persona che ti vuole, gli uccelli che cantano, e i fiori, gli animali. Se siamo attenti al silenzio, sarà facile pregare. Ci sono tante chiacchiere, parole ripetute, riportate, in ciò che si dice e si scrive. La nostra vita di preghiera soffre perché il cuore non è in silenzio. Cercherò con più cura di fare silenzio nel mio cuore affinché, nel silenzio nel mio cuore, possa sentire le Sue parole consolanti e, con la pienezza del mio cuore, possa consolare Gesù nascosto nell’afflizione dei poveri.

Santa Teresa di Calcutta

Il rossetto

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Sono una giovane donna a cui piacere mettere il rossetto e/o l’ombretto in certe occasioni. In poche parole, mi piace cimentarmi con il trucco, anche se non sono un’esperta.

Ma c’è stato un periodo in cui il trucco è stato oggetto di un combattimento interiore.

Già di mio, ci sono momenti in cui mi trascuro, fino a soffocare la mia femminilità; difatti mi imbelletto solo in alcune occasioni e, una di queste, è la domenica.

Durante la settimana, vuoi per la fretta, vuoi perché mi scoccia, vado in giro acqua e sapone, ma quando vado all’incontro con Dio ci tengo ad essere presentabile per cui mi preparo con cura in quanto per me è importante.

Prima di accettare anche questo mio lato “frivolo”, ho dovuto faticare un bel pò: mi sentivo quasi in peccato se all’ultimo momento decidevo di andare in chiesa con il rossetto sulle labbra; in più, si ci è messo anche il mio fidanzato ad instillarmi il dubbio che stessi commettendo un’azione peccaminosa contro Dio.

Eppure, nonostante il rossetto, non ho un aspetto volgare. Mi sentirei a disagio con il mascherone sul viso, perché sono una persona semplice.

E’ stato frequentando Dio che ho accettato il mio essere donna. Mi ha creata così. Quindi se vado bene per Lui, vado bene anche per me.

Ed è stato naturale, nel tempo, imparare a prendermi cura anche del mio aspetto perché man mano è cresciuto il mio Amore per Lui; per cui è una gioia ed un piacere presentarmi al meglio all’appuntamento.

Dopotutto, è normale tra due fidanzati, perché dovrebbe essere anormale tra me e Dio che tutto conosce e tutto sa del mio cuore?

Antica preghiera celtica

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Datevi il tempo di lavorare:
È il prezzo del successo.
Datevi il tempo di pensare:
È la fonte del potere.
Datevi il tempo per amare ed essere amati:
È il privilegio degli dèi.
Datevi il tempo per giocare:
È il segreto dell’eterna giovinezza.
Datevi il tempo di leggere:
È il fondamento della saggezza.
Datevi il tempo per sognare:
È come collegare il tuo carro ad una stella.
Datevi il tempo per fare amicizia:
È la via della felicità.
trova il tempo di guardare al mondo intorno a te:
il giorno è breve per essere egoista.
Datevi il tempo per ridere:
È la musica dell’anima.

Esercizi di realtà

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Da qualche tempo seguo Don Luigi Epicoco sul suo profilo facebook.

Lui ignora la mia esistenza e non sa quanto bene mi abbia fatto conoscerlo!

Ringrazio Dio per questo!

Mi piace. Lo trovo semplice ed illuminante. E, ultimamente, oltre a seguire i suoi commenti al Vangelo del giorno, mi sono ritrovata a seguire alcune sue catechesi, tra le quali Esercizi di realtà su Youtube.

Ne è valsa la pena perché mi hanno permesso di fare il punto della situazione degli ultimi avvenimenti della mia vita e poter ripartire da ciò che è fondamentale nella vita di un cristiano cattolico.

I punti essenziali da cui voglio ripartire sono:

  • la Parola di Dio ogni giorno, per imparare ad ascoltarlo e per conoscerlo meglio
  • la contemplazione dei momenti più significati della vita di Gesù e di Maria attraverso la recita del Santo Rosario quotidiano
  • la frequenza alla Santa Messa per poter partecipare all’Eucarestia: mi sono ripromessa di andare a Messa non solo la domenica ma anche a metà settimana, in un giorno a mia scelta
  • la Confessione frequente per poter sperimentare la Riconciliazione con Dio Padre
  • la preghiera quotidiana intesa come dialogo d’amore con il Padre.

Mi auguro di essere costante e di mantenere la parola data, visto che finora non ho dimostrato grande fedeltà a Dio! 😃

Inoltre, vorrei approfondire meglio anche il rapporto con Maria: accettandola come confidente, amica e madre e, chissà, a Dio piacendo, poter un giorno fare quattro chiacchiere con don Luigi  in persona.

Ps qui sotto le 4 catechesi:

Esercizi di realtà/1: “ASCOLTARE”

Esercizi di realtà/2: “VEDERE”

Esercizi di realtà/3: “MANGIARE”

Esercizi di realtà/4: “AMARE”

Se penso a com’ero un tempo, mai e poi mai mi sarei immaginata di poter innamorarmi di Gesù e di avere come “miti” i sacerdoti!

Ringrazio Dio che ancora oggi esistano sacerdoti santi che con la loro testimonianza stimolano la voglio di seguire Gesù.

Grazie Don Luigi Epicoco. ☺

Inno all’amore

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« La carità è paziente,

benevola è la carità;

non è invidiosa,

non si vanta,

non si gonfia d’orgoglio,

non manca di rispetto,

non cerca il proprio interesse,

non si adira,

non tiene conto del male ricevuto,

non gode dell’ingiustizia

ma si rallegra della verità.

Tutto scusa,

tutto crede,

tutto spera,

     tutto sopporta » 

(1 Cor 13,4-7).

Guidami, Luce benevola

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Stanotte, prima di dormire, mi sono imbattuta in questa preghiera e mi è piaciuta talmente tanto che ho pensato di condividerla con voi.

Buona lettura!

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Guidami, o Luce benevola, tra le tenebre che mi circondano.

Guidami Tu!

La notte è buia e io sono lontano da casa.

Guidami Tu!

Sostieni il mio cammino; non chiedo di vedere l’orizzonte lontano; un passo alla volta è ciò che mi basta.

Non sono sempre stato così, né ho pregato perché Tu mi guidassi.

Amavo far le mie scelte e conoscere il cammino ma ora

Guidami Tu!

Amavo i giorni vistosi, nonostante le paure, l’orgoglio dominava la mia volontà: non ricordare più gli anni passati.

La Tua potenza mi ha benedetto per così lungo tempo, senza dubbio Essa mi guiderà ancora, attraverso lande e paludi, rocce e torrenti, fino a quando la notte sarà trascorsa;

e, con il mattino, tornerà quel sorriso angelico, che per tanto tempo ho amato, ma che per un pò avevo perso.

Di John Henry Newman

Si ricomincia!

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Negli ultimi tempi, mentre ero alle prese con il Silenzio e con l’Ascolto di Dio, mi sono accorta che non riuscivo a ricavare più frutti dalla Messa.

Il “nemico” mi aveva fatto credere che forse stavo seguendo la chiesa sbagliata, per cui mi sono buttata alla ricerca di una chiesa adatta a me, tra quelle protestanti presenti nella mia città.

Nel profondo gridavo aiuto affinché Dio mi illuminasse con il suo Spirito.

Lunedì scorso, imperterrita e decisa a trovare la chiesa giusta per me, mi sono imbattuta nella visione di un culto protestante su YouTube.

Mi sono soffermata ad ascoltare il pastore perché stava parlando della preghiera.

Le sue parole mi hanno aiutata a far luce sui difetti della mia preghiera.

Mi sono resa conto, ancora una volta, che la mia preghiera verteva solo su di me: era più un parlare a me stessa che a Dio e con Dio.

Fatte queste considerazioni, ho deciso di seguire i consigli del Pastore.

Prima di iniziare il dialogo vero e proprio con Dio, ho fatto un esame di coscienza e mi sono soffermata sui piccoli e grandi doni della mia vita.

Il nodo che avevo nel cuore si è disciolto come neve al sole, ma sentivo che mancava ancora qualcosa.

Martedì, giorno 1 agosto, infatti, mi sono svegliata con uno strano stato d’animo, quasi d’angoscia.

Allora ho capito che dovevo agire.

Il primo suggerimento dello Spirito è stato di ricorrere al Sacramento della Confessione, ma scacciai subito questa vocina.

Mi sembrava inutile!

Ma durante la mattinata mi accorsi che questo pensiero non mi aveva dato tregua.

Fino a che, grazie ad un blog che seguo, mi sono ricordata che proprio in quei due giorni ( 1 e 2 Agosto ) ricorre il Perdono di Assisi, pratica pia alla quale avevo partecipato l’anno scorso.

Andai a prendere il diario dell’anno precedente per fare la mia consueta “verifica di vita”.

Leggendo, mi sembrava di aver scritto quelle cose in quello stesso momento: nella mia vita non era cambiato poi molto.

Gli impegni presi con Dio in occasione del Perdono di Assisi non li avevo presi sul serio, soprattutto per pigrizia, per cui non li avevo portati a compimento.

Le varie promesse fatte riguardavano giusto giusto il perdono dei peccati e il ringraziamento per le benedizioni ricevute. In più, avevo promesso di non lagnarmi più, ma avevo fatto tutto l’opposto.

Come potevo pretendere “aiuti” da Dio se avevo mancato alla parola data? Per un altro anno intero non ho fatto altro che pretendere; a volte, mi ero arrabbiata con Dio; ero stata in procinto di rinnegarlo nuovamente mentre Dio è rimasto fedele alla sua Parola: è rimasto sempre con me ed io non me ne ero accorta.

Mentre riflettevo su questi fatti mi balenò un’idea: rinnovare il mio impegno in occasione del Perdono di Assisi.

E così ho fatto!

Sono stata in Chiesa sia a rinnovare la mia adesione a Cristo e alla Chiesa Cattolica, sia a Confessarmi per Riconciliarmi con Dio.

Devo ammettere che è stato liberatorio. Mi sento più leggera e pronta a ricominciare.