Pubblicato in: Preghiera

Serenity Prayer

Butterfly At Sunset

Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza per conoscerne la differenza.

Vivendo un giorno per volta; assaporando un momento per volta; accettando la difficoltà come sentiero per la pace.

Prendendo, come Lui ha fatto, questo mondo peccaminoso così com’è, non come io vorrei che fosse.

Confidando che Egli metterà a posto tutte le cose, se io mi arrendo al Suo volere. Che io possa essere ragionevolmente felice in questa vita, e infinitamente felice con Lui per sempre nella prossima.

Reinhold Niebuhr

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Pubblicato in: Amore, Anima, Dio, Fede, Gesù, Guarigione, Liberazione, Miracoli, Religione, Riflessioni sulla vita, Sofferenza, Spirito Santo, Spiritualità

E alla fine fa… BOOM!

Perciò, ecco, io la sedurrò,

la condurrò nel deserto

e parlerò al suo cuore.

Ti farò mia sposa per sempre.

Ti farò mia sposa nella fedeltà

e tu conoscerai il Signore.

Os 2, 16, 21-22

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Buongiorno a tutti!

Premessa:

Ho aperto il blog per raccontare la mia storia d’amore con Dio e, dal giorno in cui l’ho aperto sono cambiate molte cose in me e, quindi, nel mio rapporto con Dio.

Per cui, mi viene naturale raccontare questa mia nuova sfaccettatura diventata decisione nel giro di un paio di giorni.

Mi scuso fin da ora per la lunghezza del testo e mi scuso fin da ora se il testo potrà essere frainteso, ma certe esperienze si capiscono meglio solo vivendole.

Buona lettura!

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E’ da tempo che avevo problemi nel mio cammino di fede. Per un certo periodo, ho pensato che il problema riguardasse la “preghiera” ed il mio approccio con essa: tanto è vero che, credendo di esserne incapace, ultimamente ho acquistato ben 3 libri sull’argomento.

In realtà, il problema era un altro. Ben più profondo. Nulla a che vedere con la fede “esteriore”. Dovevo andare nel profondo del mio essere.

Pian piano, mi sono resa conto che tutto quello che facevo per Dio mi portava ad un punto morto.

L’ho cercato dappertutto: nelle cose, nelle situazioni, nelle persone, nella Bibbia, nelle preghiere, nelle devozioni, nei libri, in chiesa… Niente da fare. Dio non era lì.

Tutto questo mi ha portata ad isterismo spirituale. Non stavo bene. Non riuscivo a sentire il suo amore nella mia vita. Ho prodotto una fede angosciosa, molte volte piena di moralismi.

Detto in parole povere, non ho rappresentato Cristo.

Quindi, pur volendo provare a “convertire” gli altri, con il mio modo di essere e di fare non sono stata per niente incoraggiante: a parlare siamo bravi tutti, ma la fede va trasmessa per contagio, per entusiasmo.

Mi sono sforzata in tutti i modi di pregare così come la chiesa raccomanda, ma proprio non ci sono riuscita! Ho scoperto che la mia sensibilità spirituale è diversa.

Quindi, in realtà, mi mettevo in preghiera ma non riuscivo.

E se proprio di preghiera si può parlare, ultimamente non ho fatto altro che pregare per la mia guarigione interiore e, pian piano, ho sentito sgorgare dalle viscere un grido soffocato: conoscere il vero volto di Dio, non quello che mi ero costruita nella mente, non quello che ho cercato per mari e per monti. Ma quello che è sempre stato dentro di me.

Ho rimesso tutto in discussione. Partendo dal mio “essere” cristiana/cattolica.

Fisicamente ho partecipato alla Messa; tant’è che mi ero ripromessa di aumentare tale pratica. Ho pure un padre spirituale, con il quale però non sono riuscita a venirne a capo. Non ha capito il mio tormento. Mi ha consigliata di continuare con le pratiche spirituali.

Ho seguito catechesi di ogni genere; sono andata alla ricerca affannosa di commenti al vangelo per imparare di più.

Finché, l’altro giorno ho preso coscienza della mia interiorità: sono ferma. E’ inutile che ci giro intorno; è inutile che fingo con Dio; è inutile che mi sforzo con ogni mezzo per essere la brava cattolica da manuale.

E’ stato a quel punto che ho deciso di prendermi una pausa da tutto quello che è stato il mio cammino di fede.

Ho messo da parte la Bibbia e, dopo due anni di frequentazione assidua, non sono stata a Messa domenica.

Potrebbe sembrare un’idea di “satana”, invece non è così: perché è come se avessi tolto un tappo e  liberata da qualcosa che soffocava il mio spirito. “Satana” vuol dire colui che si oppone, ed è stato l’insieme di tutte queste cose, apparentemente pie, a tenermi separata dall’amore di Dio. Mi sono castigata per molti anni. Ho messo a tacere anche la mia femminilità e sono andata avanti pensando che Dio non volesse la mia felicità. Che sciocca che sono stata!

Oggi sono grata a Dio! E anche commossa!

Non mi capitava da anni di sentirmi felice, sorridente, allegra! Perché Dio mi stà guarendo; stà compiendo un miracolo nella mia vita! Dio mi stà conducendo nel deserto per parlare al mio cuore, per farmi sua sposa per sempre! Che meraviglia! Che meraviglia poter apprezzare la creazione e sentirsi vivi! Pullulare di gioia e di speranza.

Dio mi stà guarendo dall’idolo, dall’immagine che mi ero creata.

L’unico peccato commesso in tutti questi anni non è stato il peccare contro le leggi ma contro la relazione che Dio ha sempre voluto offrirmi, ma che io, o per paura o per sensi di colpa, ho sempre rifiutato.

E per assurdo, ho sempre saputo che Dio è dentro di me, ma per paura di peccare ho sempre scartato l’idea; e sempre per assurdo, quando ho bazzicato altre spiritualità, accettavo meglio l’idea di Dio dentro di me. Mi sentivo davvero in comunione con Lui.

Insomma… ho sguazzato dentro un minestrone di roba indigesta che mi ha allontanata, estraniata.

In tutti questi anni ho fatto un cammino di fede cristiana, in realtà ho continuato ad essere una pagana.

L’ho capito dalla mia infelicità.

Dopotutto, di una cristiana infelice, col musone, con l’ansia da prestazione, di una cristiana che mortifica la vita, Dio non sa che farsene. Ed io, che me ne sarei dovuta fare di un dio che promette gioia e amore in abbondanza per poi ritrovarmi triste e spenta?

In altre occasioni, mi era venuto in mente di prendere una pausa dalle pratiche religiose, ma per paura sono tornata sui miei passi.

Ma finalmente, grazie a Dio sono scoppiata!

Adesso sono più tranquilla: stò seguendo la voce dello Spirito. Quando tornerò in chiesa sarà perché ho voglia di incontrare qualcuno a cui voglio bene, con il cuore pieno d’amore…

E, onde fugare ogni dubbio, basta ricordare di quello che Gesù dice alla samaritana:

21 «Credimi, donna, che viene un’ ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. 22 Voi adorate ciò che non conoscete; noi adoriamo ciò che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. 23 Ma viene un’ ora, ed è adesso, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e verità; infatti il Padre cerca tal persone che l’ adorino. 24 Dio è Spirito, e coloro che lo adorano, in Spirito e verità devono adorarlo» Gv 4, 21-24

 

 

 

Pubblicato in: Spiritualità

Le porte interiori

Oggi, tra i ricordi di facebook, ho trovato una meditazione pubblicata da una pagina che anni fa seguivo con molto interesse.
Anche se non è di stampo cristiano, le parole contenute rispecchiano situazioni che viviamo tutti.
Buona lettura ☺.
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Quando sei sotto tensione, non puoi fare tutto ciò che dovresti. Soffermati in solitudine a fare qualcosa di semplice, qualcosa che ti piace fare, purchè sia di tua scelta e non suggerito da altri. Così facendo, scoprirai di essere in grado di osservare le cose da un diverso livello di coscienza. Ti sgraverai di un peso e ti accorgerai di poter fare molto di più. Inoltre, non cercare mai di guardare troppo lontano, atteggiamento che può causare grande tensione e profonda angoscia: puoi fare un solo passo alla volta, comincia quindi con il primo e vedrai che il secondo seguirà al momento giusto. Lascia che la vita si dispieghi, e non cercare di manovrarla. Non essere irritato ed impaziente quando le cose non vanno come ti aspettavi, ma cerca e riconosci l’obiettivo ed il piano che ispirano ciò che accade, e renditi conto che tutto avviene per il meglio.
Eileen Caddy.
Pubblicato in: Riflessioni sulla vita, Spirito Santo, Spiritualità

Chiedere lo Spirito Santo

Vi è capitato mai di sentirvi impotenti nel voler aiutare qualcuno? O trovarvi in situazioni senza via d’uscita?  E sentirvi con l’acqua alla gola? O sentirvi sopraffare da tanti problemi tutti insieme? A volte problemi personali, altre volte di qualcun altro? Tanto da non sapere da dove iniziare?

A me è successo, e succede ancora ma a volte mi dimentico di ricorrere allo Spirito Santo; eppure, ogni volta che ho chiesto la sua intercessione, i miracoli ci sono stati.

A volte mi complicavo la vita alla ricerca di chissà quali preghiere e parole potenti, quando basta rivolgersi a Lui con il cuore, con semplicità, senza formule, ovunque.

Giusto giusto mi è capitato tra le mani un libro di Padre Andrea Gasparino e non potevo trovare parole migliori per raccontare la potenza dello Spirito Santo e come agisce su ognuno di noi.

Lo trascrivo sotto, sperando di fare cosa gradita.

Buona lettura.

 

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Avere tutto

Possedendo lo Spirito, possediamo tutto perché lo Spirito è Dio; chiedendo lo Spirito, chiediamo tutto, perché chiediamo Dio. Non esiste un’altra preghiera di ampiezza così smisurata! Abbiamo bisogno di umiltà? Chiedere lo Spirito è ben più che chiedere l’umiltà: è avere il costruttore di tutta la vita cristiana in noi. Abbiamo bisogno di carità? Chiedere lo Spirito è chiedere ben più della carità: lo Spirito è carità infinita personificata. Siamo fiacchi nella preghiera? Sentiamo che dovremmo chiedere più amore alla preghiera? Ma chiedere lo Spirito è chiedere nient’altro che il maestro in persona della preghiera. Non c’è preghiera che possiamo rivolgere al Padre così profonda come il chiedere lo Spirito.

Quando? Come? Dove?

In qualsiasi momento la preghiera è possibile. Perciò, in qualsiasi momento, possiamo avere accanto a noi lo Spirito. Ci sono momenti gravi nella vita in cui si decide tutta la nostra esistenza; sono quelli i momenti privilegiati in cui possiamo avere accanto a noi lo Spirito per vedere meglio, sapere e decidere.

Ci sono i momenti della tentazione in cui, da soli, non ce la facciamo: rivolgiamoci dunque allo Spirito, è lui la potenza infinita di Dio. Ci sono i momenti dell’accidia, della pesantezza e della croce: lo Spirito è il “Consolatore”; Gesù lo ha presentato così, invochiamolo dunque così. Ci sono i momenti della debolezza e del peccato: lo Spirito è la santità, è la forza che ci è data per riprenderci, per avere buona volontà. Ci sono i momenti in cui un fratello ha bisogno di noi: dalla nostra parola può dipendere un orientamento nuovo per la sua vita; è il momento specifico dello Spirito; prima di rispondere, consultiamo lo Spirito, invochiamolo, mettiamoci in sintonia con la sua volontà e i suoi desideri.

Lo Spirito è presente in noi in qualunque posto, in ogni situazione e in qualsiasi tempo; è pronto a darsi a noi in qualsiasi momento, pronto a venirci incontro ed essere portato in qualsiasi luogo, davanti a qualunque personaggio.

Basta la preghiera: a una preghiera ardente e sincera, lo Spirito risponde sempre.

Lo Spirito non ha bisogno di formule per essere invocato. La formula di Gesù è completa: “Padre, per Gesù, dammi il tuo Spirito Santo!”. Basta un pensiero: allo Spirito non occorrono molte parole. Basta un semplice atto di fede e lo Spirito è accanto a noi per aiutarci.

 

Per chi?

Lo Spirito è a disposizione nostra e di tutti. Quanto spesso altri fratelli hanno bisogno del nostro aiuto! Invocando su di loro lo Spirito diamo loro veramente tutto. Che cosa potremmo dare di più?

Non riusciamo ad amare una persona? Ma perché affannarci a persuadere? Non si arriva più presto allo scopo se imploriamo su quella persona lo Spirito Santo? Abbiamo una persona amica che sta battendo una strada sbagliata? Non riempiamo la sua testa di prediche: c’è una cosa molto intelligente da fare, implorare su di lei lo Spirito. Imploriamo lo Spirito su una persona con cui non riusciamo a collimare: forse lo Spirito ci illuminerà sui nostri torti. Imploriamo lo Spirito su chi ha cattive abitudini: è una forza nuova che gli comunichiamo e che può entrare in azione in modo determinante. Imploriamo lo Spirito quando una persona ha bisogno di noi: avremo più luce a capire e ad aiutare. Imploriamo lo Spirito su chi parla in un’assemblea e su chi ascolta. Imploriamo lo Spirito sui Pastori della Chiesa. Imploriamo lo lo Spirito sui giornalisti e sui politici. Imploriamo lo Spirito su chi ha in mano le leve dell’economia. Imploriamo lo Spirito sugli uomini di scienza e sugli artisti. Imploriamo lo Spirito su chi gestisce i media…

Implorare lo Spirito spesso risveglia in noi il senso della collaborazione e ci forma alla corresponsabilità, ci matura alla comprensione dei compiti difficili degli altri e spezza i nostri giudizi facili e affrettati.

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La vita si attende qualcosa da noi

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S’impone qui un rovesciamento di tutta la problematica del senso ultimo della vita: dobbiamo apprendere, e insegnarlo ai disperati, che in verità non importa affatto che cosa possiamo attenderci noi dalla vita, ma importa, in definitiva, solo ciò che la vita attende « da noi »! In linguaggio filosofico si potrebbe anche dire: si tratta quasi di una rivoluzione copernicana; non chiediamo infatti più il senso della vita, ma sentiamo di essere sempre interrogati, come gente alla quale la vita pone in continuazione delle domande, ogni giorno e ogni ora, domande alle quali ci tocca di rispondere, dando una risposta esatta, non solo in meditazioni oppure a parole, ma con un’azione, un comportamento corretto. Vivere, in ultima analisi, non significa altro che avere la responsabilità di rispondere esattamente ai problemi vitali, di adempiere i compiti che la vita pone a ogni singolo, di far fronte all’esigenza dell’ora.

Quest’esigenza, e con essa il significato della vita, muta da uomo a uomo, di attimo in attimo. Non è dunque mai possibile precisare il senso della vita umana in generale, non possiamo mai rispondere in generale a chi domanda quale sia il senso dell’esistenza. La vita, secondo la nostra accezione, non è qualcosa di vago, ma di volta in volta qualcosa di concreto e così anche le esigenze della vita sono di volta in volta assai concrete. Il destino dell’uomo, unico e originale per ciascuno di noi, reca in sé siffatta concretezza. Non è possibile paragonare due uomini e due destini; nessuna situazione si ripete. In ogni situazione, l’uomo è chiamato a un diverso comportamento. La sua situazione concreta pretende talora ch’egli agisca, che cerchi dunque di plasmare attivamente il suo destino, talaltra che sfrutti un’occasione, sperimentando (o godendo) possibili valori da realizzare; spesso si pretende dall’uomo ch’egli sopporti con semplicità il suo destino, la « sua croce », come abbiamo detto. Sempre, però, ogni situazione è caratterizzata dall’unicità e originalità che, di volta in volta, permette solo «una» risposta, ed essa sola; per l’appunto, la «risposta esatta» alla domanda insita nella situazione concreta.

Viktor Frankl, Uno psicologo nei lager

 

Tratto dal canale youtube di Don Paolo Sensi. 

Per chi volesse ascoltare qualche sua breve riflessione, lascio il link del canale:

Don Paolo Sensi

Pubblicato in: Senza categoria

Vivi nell’azione di grazie

oggi

Sii riconoscente per le grazie ricevute e per quelle che ho fatto passare attraverso di te. Ma, nella fede, dimmi anche GRAZIE per tutte le umiliazioni, i tuoi limiti, le tue sofferenze fisiche e morali. Il vero significato di esse lo vedrai soltanto nell’eternità e il tuo cuore sussulterà di ammirazione per la mia delicata pedagogia divina.

Dimmi grazie anche per tutti coloro, conosciuti e sconosciuti, fratelli e sorelle oggi dimenticati, che ti diedi per compagni di viaggio. Ti hanno aiutato molto con la loro preghiera che si univa alla mia, con la loro assistenza morale e spirituale, tecnica e materiale, e sono stati io a darteli, nel momento opportuno.

Gaston Courtois, Quando il Maestro parla al cuore

Pubblicato in: Perdono di Assisi, Riflessioni sulla vita, San Francesco d'Assisi, Spiritualità

Work in progress

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Anche quest’anno, contrariamente ad alcune mie aspettative, parteciperò spiritualmente, per la terza volta, al Perdono di Assisi…

Dico spiritualmente perché ancora non ho avuto modo di recarmici di persona.

Nelle ultime due settimane, non so perché, avevo deciso di lasciar perdere ma ricordandomi di tanti benefici spirituali che ho ricevuto da quando partecipo a questo evento, ho cambiato idea e ho deciso di farlo.

Mi auguro di essere più precisa, rispetto agli anni passati, e di essere più determinata a portare a compimento ciò che prometterò, ricordandomi, stavolta, di non promettere più di quanto la mia natura umana riesca a mantenere. Mi manterrò su “poco alla volta”.

Buona serata, amici carissimi.

Dio vi benedica tutti quanti.

Pubblicato in: Bibbia, Dio, Fede, Gesù, Provvidenza, Riflessioni sulla vita, Spiritualità, Vangelo

Ricevere

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Mi sono lamentata spesso con Dio perché mi è sembrato di chiedere senza ricevere.

Ieri, però, ho avuto modo di capire che il problema non è Dio, sono io. Complice una riflessione trovata in rete. Poche parole che hanno avuto modo di fare breccia nel mio cuore.

Io chiedo a Dio ma poi non gli apro le braccia; anzi, mi giro dall’altra parte. Per cui come può donarmi quello che gli chiedo? Credo che non veda l’ora di farlo ma io devo iniziare davvero a far crollare le mie difese e lasciarmi amare e coccolare.

Finora ho chiesto però non ho saputo né voluto ricevere.

Infatti, oggi, essendomi alzata con questo tarlo, ho voluto provare. Gli ho detto con semplicità: “Oggi fai tu! Qualsiasi cosa deciderai, io non ti metterò i bastoni tra le ruote!”. Così è stato.

Gli ho permesso di prendersi cura di me e di sorprendermi. Oggi non gli avevo chiesto niente; ho lasciato fare a Lui e alla sua fantasia e devo ammettere che è stato alquanto generoso.

E, oggi, se ripenso alle parole di Gesù, nel discorso della Montagna, posso confermare che è vero.

Che se lascio fare a Lui, sarà in grado di prendersi cura di me nelle piccole e nelle grandi cose.

Considerato che la giornata non è ancora terminata, sono sicura che ha riservato per me altre fantastiche sorprese.

 

Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena. Dal Vangelo di Matteo 6, 25-34

 

Pubblicato in: Benedizione, Bibbia

La formula di benedizione

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Buongiorno.

Negli ultimi tempi ho provato a mettere in pratica dei suggerimenti di un sacerdote nel leggere la Bibbia per poter vivere in pieno la Parola.

Inizialmente, ero un pò scettica, ma ora mi stò accorgendo che mi piace. Si tratta di leggere dei passi in prima persona, ove possibile.

Ad esempio, prendendo in considerazione i versetti di Numeri 6, 24-26:

24 Ti benedica il Signore
e ti protegga.
25 Il Signore faccia brillare il suo volto su di te
e ti sia propizio.
26 Il Signore rivolga su di te il suo volto
e ti conceda pace.

Diventa:

Mi benedica il Signore
e mi protegga.
Il Signore faccia brillare il suo volto su di me
e mi sia propizio.
Il Signore rivolga su di me il suo volto
e mi conceda pace.

Ho solo fatto una piccola modifica, ma l’effetto è benefico.

Ps Provate anche voi! ☺

Pubblicato in: Papa Francesco, Spiritualità

La tua missione in Cristo

Buongiorno e buon inizio di settimana!
Il post che segue sotto l’immagine è un estratto dal paragrafo “La tua missione in Cristo” dell’esortazione apostolica “Gaudete et exsultate” di Papa Francesco.
La stò leggendo a piccoli passi perché vorrei che certe parole e certi concetti entrassero per bene nel mio Spirito.
margherite

24. Voglia il Cielo che tu possa riconoscere qual è quella parola, quel messaggio di Gesù che Dio desidera dire al mondo con la tua vita.
Lasciati trasformare, lasciati rinnovare dallo Spirito, affinché ciò sia possibile, e così la tua preziosa missione non andrà perduta. Il Signore la porterà a compimento anche in mezzo ai tuoi errori e ai tuoi momenti negativi, purché tu non abbandoni la via dell’amore e rimanga sempre aperto alla sua azione soprannaturale che purifica e illumina.

Ps Io ancora non lo so quale sia il messaggio che Gesù vuole mandare con la mia vita. E, a dir la verità, non sempre gliel’ho chiesto. Ma posso sempre rimediare!
A presto!